Siracosion
Privato
Siracusa (SR)
2024 costruito
Tommaso Fazello, Le due deche dell’historia di Sicilia
Siracosion nasce come gesto di ritorno alla quiete: un’architettura che sospende il tempo e si inserisce con misura nel paesaggio costiero siracusano attraverso un percorso graduale, dalla vegetazione mediterranea al limite della roccia e della luce. È un rifugio e un luogo di sguardo, una dimora temporanea per “tirare alla quiete” nel senso più profondo del termine.
Nel margine tra costruito e trama agricola della costa, l’intervento rilegge la ricostruzione come riscrittura. Mantenendo sedime e volumetria originari, la nuova casa reinterpreta la tipologia rurale siciliana come dispositivo di relazione con il paesaggio. La demolizione e ricostruzione consentono di ridefinire sagoma e prospetti in una composizione di volumi essenziali, autonomi ma coordinati.
Il linguaggio unisce tradizione e contemporaneità: murature intonacate in cocciopesto e calce, tinte ocra del Val di Noto, pavimenti continui in cemento, coperture a falde in coppi di recupero, bucature ad arco ricondotte a una griglia rigorosa. Infissi in acciaio brunito e persiane verde acqua introducono un segno grafico attuale. La struttura in cemento armato organizza lo spazio secondo una maglia chiara, mentre scala e ascensore collegano i tre livelli.
La distribuzione segue sequenze visive orientate ai punti cardinali: a Sud-Est la zona giorno, fluida e in continuità con veranda e pineta; a Nord-Ovest la zona notte, raccolta e affacciata sulla piscina. Al piano superiore, loggiato e terrazza prolungano la casa verso il mare, rafforzando il dialogo tra architettura e clima.
Compattezza dei volumi, orientamento consapevole e controllo dell’irraggiamento garantiscono comfort microclimatico e riduzione dei consumi. L’involucro ad alte prestazioni assicura stabilità termica; pergole leggere con cannicciato tradizionale mediano il passaggio tra interno ed esterno.
La gestione dell’acqua è integrata nel disegno del suolo: raccolta e laminazione delle piogge, riuso delle acque grigie, trattamento e dispersione controllata delle nere. Il suolo diventa dispositivo attivo di filtrazione, supportato da essenze vegetali resilienti. Ne deriva una casa parzialmente autonoma, fondata su cicli chiusi e su un abitare mediterraneo sobrio e radicato.
Il lotto, perpendicolare al mare, è interpretato come sequenza ecologica: spazio domestico, pineta storica e declivio costiero. Vegetazione autoctona e xerofila, superfici drenanti e giardini a bassa manutenzione costruiscono un sistema continuo, non decorativo ma evolutivo. La pineta ombreggiata diventa cuore contemplativo; verso il mare il paesaggio si rarefà in masse aride e luminose che accompagnano lo sguardo all’orizzonte.
Siracosion si configura così come dispositivo di ricucitura ecologica e percettiva: un equilibrio misurato tra natura e costruzione, memoria e contemporaneità.
crediti:
Arch. Antonio Maria Privitera
Arch. Massimo Carnemolla
Ing. Paolo Amodeo
Emmevi srl
Arch. Rossella Faraci
Artedia srl
DiSè srl
Fabio Mantovani