Ciclostile  
Architettura


© 2026
Ciclostile Architettura srl


Siracosion


cliente
Privato
luogo
Siracusa (SR)
anno
2024 costruito
consulenti
Arch. A. M. Privitera, Arch. M. Carnemolla, Ing. P. Amodeo, Emmevi srl, Arch. F. Giunta
contractor 
DiSè srl
foto
Fabio Mantovani



«A questa città fu poi messo il nome Greco Siracosion per questa cagione, perché tal nome in lingua latina vuol dire: io tiro alla quiete.»
Tommaso Fazello, Le due deche dell’historia di Sicilia

Siracosion nasce come gesto di ritorno alla quiete: un’architettura che sospende il tempo e si inserisce con misura nel paesaggio costiero siracusano attraverso un percorso graduale, dalla vegetazione mediterranea al limite della roccia e della luce. È un rifugio e un luogo di sguardo, una dimora temporanea per “tirare alla quiete” nel senso più profondo del termine.

Nel margine tra costruito e trama agricola della costa di Avola, l’intervento rilegge la ricostruzione come riscrittura. Mantenendo sedime e volumetria originari, la nuova casa reinterpreta la tipologia rurale siciliana come dispositivo di relazione con il paesaggio. La demolizione e ricostruzione consentono di ridefinire sagoma e prospetti in una composizione di volumi essenziali, autonomi ma coordinati.
Il linguaggio unisce tradizione e contemporaneità: murature intonacate in cocciopesto e calce, tinte ocra del Val di Noto, pavimenti continui in cemento, coperture a falde in coppi di recupero, bucature ad arco ricondotte a una griglia rigorosa. Infissi in acciaio brunito e persiane verde acqua introducono un segno grafico attuale. La struttura in cemento armato organizza lo spazio secondo una maglia chiara, mentre scala e ascensore collegano i tre livelli.
La distribuzione segue sequenze visive orientate ai punti cardinali: a Sud-Est la zona giorno, fluida e in continuità con veranda e pineta; a Nord-Ovest la zona notte, raccolta e affacciata sulla piscina. Al piano superiore, loggiato e terrazza prolungano la casa verso il mare, rafforzando il dialogo tra architettura e clima.

Gli interni costruiscono un paesaggio tattile e silenzioso: resine color sabbia, legni chiari, metalli bruniti, fibre naturali intrecciate. Gli arredi su misura non occupano lo spazio ma lo strutturano, diventando parte integrante del progetto architettonico. Ogni elemento è concepito come dispositivo spaziale, frutto di una ricerca che unisce artigianalità e precisione tecnologica. La luce naturale, filtrata da aperture e schermature, scorre sulle superfici e ne rivela le imperfezioni controllate, generando un’atmosfera di quiete profonda.

Compattezza dei volumi, orientamento consapevole e controllo dell’irraggiamento garantiscono comfort microclimatico e riduzione dei consumi. L’involucro ad alte prestazioni assicura stabilità termica; pergole leggere con cannicciato tradizionale mediano il passaggio tra interno ed esterno.
La gestione dell’acqua è integrata nel disegno del suolo: raccolta e laminazione delle piogge, riuso delle acque grigie, trattamento e dispersione controllata delle nere. Il suolo diventa dispositivo attivo di filtrazione, supportato da essenze vegetali resilienti. Ne deriva una casa parzialmente autonoma, fondata su cicli chiusi e su un abitare mediterraneo sobrio e radicato.

Il lotto, perpendicolare al mare, è interpretato come sequenza ecologica: spazio domestico, pineta storica e declivio costiero. Vegetazione autoctona e xerofila, superfici drenanti e giardini a bassa manutenzione costruiscono un sistema continuo, non decorativo ma evolutivo. La pineta ombreggiata diventa cuore contemplativo; verso il mare il paesaggio si rarefà in masse aride e luminose che accompagnano lo sguardo all’orizzonte.
Siracosion si configura così come dispositivo di ricucitura ecologica e percettiva: un equilibrio misurato tra natura e costruzione, memoria e contemporaneità.